In ogni caso fu l'inizio dello studio di discipline meno corporee e più vibrazionali: fu l'incontro con quelle che si possono definire psicologie energetiche; con l'incredibile mondo della comunicazione diretta con la parte inconscia e super conscia; con strumenti che mi aiutarono a riconoscere e sovrascrivere le credenze limitanti che impedivano la mia piena realizzazione. L'esperienza si trasformò nel contributo allo sviluppo di percorso che prese il nome di Frequenze Vibrazionali, in cui ebbi anche l'onore e l'onere di riprendere in mano due mie grandi passioni: l'insegnamento e la Medicina Tradizionale Cinese. Anche quel capitolo si chiuse nell'ottobre del 2021, con un misto di profondo dolore e inaspettato sollievo, ma ancora non vedevo che un immenso portone si stava aprendo.
All'incirca nel mese di dicembre del 2020, infatti, una cara amica-sorella mi fece provare un trattamento che, dall'alto della mia esperienza ventennale di pratica e formazione, giudicai con un: "boh, non mi pare un granché". Poco meno di un anno dopo frequentai il primo corso base per apprendere proprio quella tecnica e diventarne operatrice; un anno dopo ne divenni facilitatrice, quindi con l'autorizzazione ad insegnarla ad altre persone. A volte i colpi di fulmine arrivano a scoppio ritardato.
Quest'ultima parte è il riassunto del mio incontro con Access Consciousness e i suoi infiniti, magici, strani, amati e odiati strumenti per "rendere le persone consapevoli di ciò di cui sono consapevoli". Mi lasciai travolgere dall'ondata di entusiasmo e mi buttai a capofitto nella partecipazione a classi che mi diedero la possibilità di vivere esperienze di crescita molto, molto intense... anche quando sembrava che tutto stesse fermo.
Tutte queste esperienze olistiche e imprevedibili sono bilanciate da una mente estremamente razionale e organizzata: da vent'anni anni gestisco l'amministrazione di diverse associazioni; mi occupo di GDPR; ho sviluppato una divertente competenza da editor che mi fa sgamare un errore ortografico a distanza di un metro; ho potenziato le mie capacità organizzative, mettendo al servizio degli altri il mio occhio strategico da giocatrice incallita di Tetris; ho tanta, tanta pazienza nel guidare le persone a svolgere procedure noiose e articolate, tipo iscrivere la propria associazione al mitico RUNTS (da me ribattezzato sgrunts) oppure le faccio al posto loro.
Anche questo è multipotenzialità.
Potevo forse farmi mancare il volontariato? Ovviamente no. Dall'età di vent'anni circa sono donatrice di sangue; dal 1996 al 2004 ho prestato servizio presso la Pubblica Assistenza Croce Bianca Città di Bergamo nel ruolo di soccorritrice in ambulanza e centralinista; nell'aprile del 2011 ho donato il midollo osseo a uno sconosciuto gemello genetico.
Ebbene sì: da qualche parte nel mondo ora c'è un adolescente di nome Gabriele che si porta a spasso il mio sistema immunitario e il mio gruppo sanguigno (ovunque tu sia, pulcino mio: le emozioni della donazione sono sempre con me... Tu sei sempre con me). Quella donazione ha dato il via alla cura più incredibile per la mia timidezza: ha infatti rappresentato l'inizio del mio volontariato attivo in ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo), grazie al quale ho raccontato la mia esperienza a bambini, adolescenti, medici, infermieri, militari, amici, parenti fino al decimo grado e a qualunque persona abbia voglia di scoprire quanto sia prezioso donare una Speranza di Vita ad uno sconosciuto.
La prima classe di specialità che frequentai dopo la prima classe Access Bars si intitolava Talk to the entities - Parlare con le entità; poi arrivò la Fondazione (la prima di varie) e tante, tante serate di chiarezza, chiamate, challenge di durata variabile, condotte da altrettante facilitatrici certificate, ognuna con la sua personalissima e brillante energia. In tutto questo arrivò lei: la classe di 3 giorni sul Corpo. Ancora la mente non lo sapeva, ma il corpo aveva già la consapevolezza che quella classe sarebbe stata La Soluzione a una fastidiosa malattia che mi accompagnava dall'adolescenza: l'asma. Prima o poi nel blog approfondirò l'argomento.
Poiché, da brava cancerina, sono avvezza ai colpi di fulmine, potevo forse farmi mancare un'altra novità, un'altra passione per uno strabiliante strumento utile a sondare i misteri del cosmo e trovare la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto? La risposta non è solo UN numero in particolare (lunga vita al 42), ma un intero sistema di lettura dei numeri: nel 2022 è nato infatti l'amore per la Numerologia Pitagorica e gli Archetipi. Questa fase è ancora work in progress: approfondirò l'argomento al termine del terzo livello, che sto frequentando in questi primi mesi del 2024.
Questo è il riassunto degli ultimi 25 anni, che possono essere inclusi in una sola parola: multipotenzialità.
Da quando, grazie alla mia coach, ho scoperto che questi numerosi entusiasmi e innamoramenti non erano indice di superficialità (anzi: l'esatto opposto), sto contemporaneamente dando sfogo e mettendo ordine alle innumerevoli competenze acquisite, per offrire ai miei gaudenti un'esperienza multisfaccettata, brillante e mai noiosa.
%20(1).png)

Shakuntala Tiziana Riva
Viterbo
P. IVA 03122380169
Operatrice ai sensi della L. 4/2013
%20(1).png)
Nel mio percorso formativo ho seguito la curiosità, gli incontri, le domande e, soprattutto, la necessità di comprendere sempre più profondamente la relazione tra corpo, emozioni, consapevolezza e possibilità.
Alcune formazioni sono diventate strumenti professionali, altre hanno trasformato prima di tutto me stessa; molte hanno fatto entrambe le cose. Nel tempo ho imparato che ciò che realmente rimane di una formazione non è soltanto un attestato, ma ciò che contribuisce al mio modo di osservare, ascoltare ed entare in relazione con gli altri, non solo con i clienti.
Questa pagina è quindi il racconto, in rigoroso ordine sparso, delle strade che ho percorso e degli strumenti chehanno creato il mio Benessere Sartoriale.
Il mio incontro con Access Consciousness® è recente, eppure sta essendo un passaggio importante e sorprendente nella mia vita e nella mia professione.
A dicembre del 2020 ho ricevuto la prima sessione di Access Bars® e a ottobre 2021 ho frequentato la classe Bars® con Maura Tomei e Roberta Marzola. Sono state loro, attraverso il modo in cui mi hanno presentato gli strumenti e soprattutto attraverso il loro stile di facilitazione, che hanno contribuito a dissipare megatonnellate di punti di vista e giudizi che avevo su Access. Da allora sono diventate, e continuano ad essere, un importante punto di riferimento nella mia formazione professionale, oltre che preziose amiche e colleghe.
Dopo quel primo incontro ho approfondito altri strumenti di Access Consciousness® frequentando classi di specialità in presenza con CF italiani, tra cui Emanuela Siani e Bianca Luana Chirnoaga, e con Facilitatori internazionali come Kass Thomas, Katarina Wallentin, Brendon Watt, Andrew Gardella e Dain Heer, co-fondatore di Access Consciousness:
- Access Energetic Facelift®
- La Fondazione
- Talk to the entities - The beginning
- Classe di 3 giorni sul corpo
- Opening the Simphony
- Being you - l'avventura di un giorno e di due giorni
- X-Men - Disabilities or abilities?
- L'Eserciziario - Come diventare denaro
- Esse - introduction
Al di là dei nomi delle classi, queste esperienze hanno portato nel mio modo di lavorare la consapevolezza, e la sfida, di mettere sempre in discussione ciò che credo di sapere, di fare domande invece di cercare risposte e di considerare il corpo non come qualcosa da correggere, ma come un interlocutore con cui creare una relazione.
.png)
Nel febbraio del 2000 ho partecipato al mio primo corso di Basic Watsu®, senza avere la benché minima idea di cosa stessi per fare.
Fu amore a prima vista.
L'acqua, il movimento, il sostegno, il contatto e quella particolare dimensione di fiducia che solo il Watsu® crea tra chi riceve e chi sostiene, mi hanno conquistata immediatamente. È stata la prima esperienza emotivamente forte che ha contribuito a definire il mio rapporto con il corpo, insegnandomi che il contatto può essere molto più di una tecnica: può diventare uno spazio nel quale lasciarsi sostenere e rivere nuove possibilità.
Ho avuto l'onore di far parte del primo gruppo di operatori che ha concluso la formazione professionale proposta dall'Associazione Watsu Italia, sostenendo la prima sessione di esami nel dicembre del 2003. Da allora non ho mai smesso di approfondire e aggiornare la mia formazione e, parallelamente, ho partecipato attivamente alla crescita dell'associazione, entrando a far parte del Consiglio Direttivo per circa vent'anni e occupandomi della segreteria.
Nel 2010 ho frequentato il primo corso per insegnanti di Basic Watsu® organizzato dal team degli insegnanti senior e, negli anni, ho affiancato come assistente numerosi corsi condotti proprio da coloro i quali sono poi diventati colleghi. È stata un'esperienza che mi ha permesso di vivere la formazione anche dall'altra parte, osservando modi diversi di insegnare, accompagnare e stare in relazione con chi apprende.
Qualche anno dopo ho ricoperto il ruolo i ruoli di presidente, segretaria, tesoriera, consigliera di WABA Italia, l'associazione di categoria dei professionisti del Watsu®, ruoli che ho lasciato dopo circa quindici anni di onorato servizio, per lasciare spazio alle nuove leve.
Tra gli approfondimenti che ho seguito ci sono il Watsu e la fibromialgia e lo studio di elementi di osteopatia e anatomia applicati al Watsu, che hanno ampliato ulteriormente la mia comprensione del corpo e delle sue possibilità di movimento e rilassamento nell'acqua.
Per sedici anni ho collaborato con un centro termale, conducendo sessioni di Watsu® rivolte in particolare alle coppie in gravidanza. È stata un'esperienza professionale preziosa, che mi ha permesso di accompagnare persone e corpi in una fase di grande trasformazione e di confrontarmi quotidianamente con il valore dell'ascolto, della presenza e della fiducia.
Il mio rapporto speciale con l'acqua è nato grazie al lavoro come animatrice di corsi di acquaticità neonatale e istruttrice di nuoto per bambini e adulti, svolto tra il 1999 e il 2004 , in cui già avevo vissuto quanto l'elemento acqua potesse essere accogliente e, allo stesso tempo, suscitare paura, diffidenza o ricordi difficili. Ancora oggi questa esperienza mi permette di avere un approccio particolarmente delicato e consapevole con le persone che hanno vissuto un rapporto traumatico con l'acqua, accompagnandole a fare pace con questo elemento, per ritrovare fiducia, sicurezza e possibilità di movimento.
Il Watsu, anche se praticato con minor frequenza, è la pietra miliare della mia storia professionale. Mi ha insegnato molto sul corpo, sul contatto e sull'affidarsi, ma soprattutto mi ha mostrato fin dall'inizio l'importanza del radicamento, della presenza discreta, del “io sono qui e ti accompagno in un viaggio che è tutto tuo, ma non lo faccio al posto tuo”.
.png)
Lo Shiatsu rappresenta la seconda colonna della formazione sul corpo.
Tra il 2001 e il 2004, parallelamente ai corsi di Watsu®, ho frequentato il corso triennale presso l'Istituto Ho Sha Do di Bergamo, sotto la guida di Franco Pasi e Susanna Vicenzetto, costruendo le basi di una disciplina che mi ha insegnato ad ascoltare il corpo attraverso il tocco, la pressione, il radicamento a terra, la qualità della presenza e la lettura energetica secondo la Medicina Tradizionale Cinese.
Negli anni successivi ho continuato ad approfondire e integrare questa formazione con diversi corsi di aggiornamento condotti dal maestro Franco Bottalo, presso l'Associazione Zampeluci, relativi ai Canali Straordinari, agli aspetti legati a ormoni, ginecologia e andrologia e il rapporto tra Luo ed emozioni.
Nel 2011 ho frequentato la specializzazione in Shiatsu per il benessere femminile, presso l'associazione Associazione “Aiuto! Sarò mamma” (RM) con Giampiero Brusasco e l'ostetrica Serena Anzilotti.
Lo Shiatsu mi ha dato il primo approccio ad una grammatica importante per leggere il corpo, ma soprattutto mi ha insegnato che il corpo non è fatto di compartimenti separati e che ciò che osserviamo sul piano fisico può avere relazioni molto più ampie con il modo in cui una persona vive, sente e attraversa la propria esperienza.
.png)
Il desiderio di riprendere e ampliare la Medicina Tradizionale Cinese e le antiche tecniche di riequilibrio mi ha portata, tra il 2016 e il 2019, a frequentare il corso triennale di formazione in Tuina e tecniche integrate, presso l'Istituto Superiore di Medicina Cinese Villa Giada di Roma.
È stato un percorso importante avvicinarmi a una modalità di contatto nel quale il corpo viene osservato nella sua complessità e nelle sue relazioni, integrando il lavoro manuale con strumenti quali moxa e coppettazione.
Anche in questo caso, più che aggiungere semplicemente un'altra tecnica alla mia cassetta degli attrezzi, la formazione ha ampliato il mio modo di osservare il corpo e di interrogarmi su ciò che può essere contributivo in un determinato momento.
.png)
Nel maggio del 2010 ho frequentato, presso la Academy of Light - all'interno della Osho Circle School di Maiolo, un percorso di Counseling della durata di sei mesi: al termine delle 300 ore di formazione, alle quali si è aggiunto il riconoscimento delle 600 ore di Watsu e delle 600 ore di Shiatsu, ho ottenuto la specializzazione in Counseling a mediazione corporea con specializzazione in Watsu® e Shiatsu.
È stata una formazione arrivata dopo diversi anni di esperienza nel lavoro corporeo, che mi ha permesso di dare una cornice più consapevole a qualcosa che avevo già iniziato a sperimentare nella relazione con le persone: il corpo non è soltanto qualcosa che possiamo trattare, ma un meraviglioso strumento attraverso il quale entrare in relazione con noi stessi, con gli altri e con ciò che ci circonda. A conclusione del percorso ho presentato la tesi: “Watsu - Poesie in movimento”.
Il Counseling a mediazione corporea mi ha insegnato a sostenere questo ascolto, utilizzando il corpo non soltanto come strumento di osservazione, ma come elemento dinamico del percorso di sviluppo personale. Le competenze proprie del counseling — empatia, ascolto, autenticità, accoglienza e comunicazione chiara — si intrecciano con il lavoro corporeo e con le tecniche apprese negli anni. Dopo tanti anni in cui queste competenze hanno incrociato il mio lavoro in ordine sparso, sto dando loro una forma ancora più organizzata attraverso la creazione di percorsi individuali nei quali counseling, lavoro corporeo e gli altri strumenti della mia formazione possono dialogare e integrarsi.
Ecco l'ulteriore tassello del mio Benessere Sartoriale: non l'applicazione di un percorso uguale per tutti, bensì l'integrazione di vari approcci — dal corpo alla parola, dal tocco all'ascolto — per trovare insieme il punto di partenza, il viaggio e la destinazione… che sarà il punto di partenza per altre avventure.
.png)
La Numerologia è l'ultima arrivata nel mio viaggio di crescita, grazie a Maura Tomei: con lei ho partecipato al primo livello nel 2022, per proseguire con il livello avanzato, poi il percorso de I 9 Maestri e infine la materializzazione di queste meraviglie attraverso Le carte di Luce.
Il mio incontro con la Numerologia è stato un po' diverso da quello con le discipline corporee: qui c'è un vero e proprio lavoro sul corpo, bensì l'utilizzo dei numeri come una mappa per osservare me stessa da un'altra prospettiva. Attraverso il nome e la data di nascita sono entrata in un modo nuovo di esplorazione dei talenti, delle ombre, delle sfide, del riconoscere le energie dominanti in determinati cicli di vita, grazie a cui ho sono arrivate ancora più domande per riconoscere aspetti di me che non avevo ancora guardato da questa particolare angolazione.
Ed è proprio questo che mi affascina la Numerologia: non definisce chi sono, ma offre una lente attraverso cui guardarmi e guardare il ricevente. Sappiamo che la mappa non è il territorio e che un numero non etichetta una persona; può però diventare uno spunto per riconoscere qualcosa, mettere in discussione una convinzione, comprendere una dinamica o semplicemente farsi una domanda nuova.
Anche le cosiddette ombre possono essere osservate in questa prospettiva: non necessariamente come qualcosa da eliminare, ma come una parte dell'esperienza che può contenere informazioni, risorse e possibilità ancora da scoprire. È un modo di guardare che mi è particolarmente affine, perché non parte dalla ricerca di ciò che è giusto o sbagliato, ma dalla curiosità di comprendere che cosa c'è qui per me e che cosa posso farne.
E poi c'è un effetto collaterale che considero tutt'altro che trascurabile: con la Numerologia mi sono finalmente data il permesso di dare i numeri! Perché, al di là delle mappe e delle interpretazioni, quello che mi interessa portare anche qui è la possibilità di prendere meno sul serio le definizioni, lasciando spazio alla curiosità, all'esplorazione e alla possibilità che ci sia molto più di quanto si possa immaginare.
.png)
I rimedi floreali del dottor Edward Bach sono stati il mio primo incontro ufficiale e tangibile con la connessione tra corpo ed emozioni.
Nell'ultimo anno del secolo scorso, il 1999, collaboravo in una piscina, occupandomi di corsi di nuoto, acquaticità e gestendo la segreteria. Tra le clienti c'era una naturopata, in un'epoca in cui questa professione era ancora poco conosciuta, e grazie a lei ho vissuto il mio primo incontro con i Fiori di Bach. Non ricordo più esattamente su cosa lavorammo, eppure sono consapevole che non sia un caso il fatto che, meno di un anno dopo, il Watsu® sia entrato nella mia vita.
Negli anni successivi ho studo la floriterapia del dottor Edward Bach da autodidatta, per poi frequentare, tra il 2005 e il 2007, il primo e il secondo livello dell'Edward Bach Foundation – Bach International Education Program, approfondendo la conoscenza dei rimedi e il loro utilizzo nell'accompagnamento della persona.
Un'esperienza che ricordo con particolare stupore è stata quella vissuta nel 2005 durante un weekend con Enzo Sposato e Silvia Cecchini. Grazie al loro corso “L'abbraccio dei fiori – test di percezione cutanea” ho scoperto la potenza dell'applicazione dei Fiori a contatto con il corpo. È stato uno di quegli incontri che ha dato una luce nuova a qualcosa al cui studio mi stavo approcciando da poco.
I rimedi floreali del dottor Edward Bach sono tutt'ora una presenza preziosa nella mia cassetta degli attrezzi. Li utilizzo con i clienti, quando sento che possono dare respiro all'interno di un percorso intenso.
E poi ci sono io, naturalmente. Perché, per quanto possa studiare, sperimentare e accumulare strumenti, ogni tanto arrivano quei momenti in cui nulla di ciò che ho acquisito sembra funzionare e il mio corpo, con una chiarezza decisamente poco diplomatica, chiede a gran voce: «Voglio i Fiori!!!»
E il corpo, si sa, non sbaglia mai.
.png)
Il Reiki Usui è entrato nella mia vita nel 2002, grazie a Swami Shantam Neerbeja, da cui ho ricevuto l'iniziazione al primo livello, seguita dal secondo primo livello nel 2004.
È stato un altro battesimo con il mondo delle energie, di quel qualcosa di invisibile, impalpabile eppure presentissimo e potente.
Il Reiki ha contribuito ad ampliare il mio modo di concepire il trattamento, portandomi a considerare la persona non soltanto nella sua dimensione fisica, bensì anche nell'ascolto più sottile, soprattutto quando ho iniziato a sperimentare la magia e la potenza dei trattamenti a distanza.
.png)
Il lavoro sul corpo mi ha portata molto presto a confrontarmi con una dimensione nella quale il contatto assume un significato di vera e propria struttura fondante dell'essere: la relazione tra genitori e figli, anche alla luce della mia formazione come docente di scuola elementare e al lavoro come assistente educatrice negli asili nido, che è stato il mio lavoro durante gli anni delle prime formazioni olistiche.
Nel 2005, infatti, ho frequentato il corso per insegnante di massaggio neonatale con l'AIMI – Associazione Italiana Massaggio Infantile, approfondendo negli anni successivi il lavoro con il bambino più grande e partecipando a momenti di aggiornamento dedicati alla relazione, alla comunicazione con i genitori e all'importanza del contatto.
Nel 2006, spinta dalla curiosità di saperne di più sulla Kangaroo Mother Care (metodo Marsupio), ho partecipato alla giornata dell'allattamento al seno organizzata da La Leche League Italia. In quella occasione ho assistito alla lecture del dottor Nils Bergman, considerato il padre della Marsupioterapia.
Questa esperienza ha aggiunto un elemento importante al mio modo di intendere il tocco: il contatto è comunicazione, è crescita, è sopravvivenza. Questa consapevolezza è rimasta una delle basi del mio lavoro corporeo.
.png)
Dice il saggio: non si smette mai di imparare.
Nel corso degli anni ho anche incontrato:
- l'anatomia esperienziale e la dimensione viscerale con Jader Toljia;
- la formazione come insegnante di Ai Chi - Tai Chi Acquatico, con il maestro Jun Konno;
- numerosi corsi sugli aspetti legislativi delle Discipline Bio Naturali;
- corsi di massaggio con pietre laviche – metodo Sharon; tecniche base e avanzate di Shui Jia (Massaggio Riequilibrante Tradizionale di origine cinese); Shiu Jia con Fiori di Bach applicati; Candlelight Relaxing Massage; Candlelight Intense Massage (4 mani); massaggio aromatico, tutti condotti da Antonello Calabrese;
- corso integrato in Terapia Cranio Sacrale con Francesca Romana Nascè e Maderu Pincione;
- massaggio Ayurvedico;
- corsi di autotest e comunicazione con l'inconscio, applicazione del test kinesiologico (modello O ring), frequenze vibrazionali.
.png)
I percorsi strettamente personali sono la parte meno visibile del mio curriculum e, contemporaneamente, una delle più importanti.
Tra il 2006 e il 2009 ho seguito incontri di Rebirthing Transpersonale con Luca Rossi e Iole Calvigioni; ho frequentato diversi gruppi presso la Osho Circle School di Maiolo, tra cui Equinozio d'autunno – Let go!, Ritorno al mistero: varco di Samahin, Resurrezione: dall'istinto all'intuito e il Power Group; ho partecipato a un percorso sulle vite passate presso il Centro Osho Kivani di Roma e chissà quanto altro non sto citando.
Sono esperienze che non possono essere riassunte in un attestato, perché hanno contribuito a creare l'essere che sono ora. Ed è anche per questo che considero la crescita personale una parte integrante della mia formazione professionale: non credo sia possibile accompagnare davvero qualcuno nell'esplorazione di sé senza essere disposta, a mia volta, a conoscere me stessa.
.png)
Prima ancora che il mio percorso professionale prendesse l'attuale direzione, ho attraversato esperienze molto diverse: la formazione biennale in Psicomotricità presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1999-2001; la formazione presso la Croce Bianca - Città di Bergamo (ANPAS), presso cui ho fatto volontariato come soccorritrice per cinque anni; il brevetto di assistente bagnanti FIN; l'animazione di corsi di acquaticità neonatale e nuoto adulti; la formazione come tutor d'aula presso il Centro Itard di Milano. Inoltre ho condotto diversi incontri relativi alla gestione del GDPR per presidenti di associazioni.
Sono sempre stata attratta dal mondo del volontariato e l'ho manifestato sia come donatrice di sangue e plasma, sia in quella che è stata una delle esperienze più sorprendenti e magiche della mia vita: la donazione di cellule staminali emopoietiche (midollo osseo), avvenuta il 20 aprile per 2011 per G., il mio sconosciuto gemello genetico che aveva poco più di tre anni… proprio un pulcino. Da allora è iniziata la mia esperienza di testimonial e divulgatrice dell'importanza di questa scelta, conducendo incontri di sensibilizzazione con ADMO Viterbo presso scuole di ogni ordine e grado, università, caserme, ospedali e ovunque sia richiesta.
Sono esperienze apparentemente lontane tra loro, ma che hanno forgiato e potenziato la capacità di adattarmi a persone e contesti eterogei.
.png)
Qualcuno, leggendo questa pagina, potrebbe pensare che io abbia avuto parecchie vite oppure una quantità sospetta di tempo libero. In realtà ho semplicemente una curiosità difficile da tenere a bada: quando incontro qualcosa che mi interessa voglio capire, sperimentare, approfondire e vedere dove mi porta. È così che negli anni ho costruito una formazione decisamente eterogenea, nella quale discipline apparentemente lontanissime hanno finito per incontrarsi e diventare parte del mio modo di lavorare.
A proposito di Numerologia… nel mio mandala domina il 7, legato all'archetipo del ricercatore curioso, instancabile, quasi patologico. Insomma, se vi state chiedendo perché continuo a studiare, io ho già trovato il colpevole.
Prima ho imparato ad ascoltare il corpo attraverso il tocco; poi ho esplorato emozioni ed energia; poi ho lavorato sempre di più sulla consapevolezza; infine ho incontrato strumenti che mi hanno permesso di integrare tutto questo senza dover scegliere un'unica scuola.
Questo è, in fondo, il vero racconto della mia formazione. Ed è esattamente ciò che ha preparato il terreno su cui è germogliato il Benessere Sartoriale.
Se c'è una cosa che ho imparato in tutti questi anni è che la formazione non finisce quando si riceve un attestato. Continua quando qualcosa che abbiamo imparato ci fa cambiare prospettiva, quando un incontro ci costringe a farci una domanda nuova, quando scopriamo che una certezza che avevamo dato per acquisita non ci serve più. Per questo la mia formazione è ancora in corso e, sicuramente, lo sarà sempre.